L'Induismo e Gandhi

Il titolo "Mahatma" dato a Gandhi significa letteralmente "Grande Anima".Il  livello di devozione verso di lui ha spesso superato il rispetto politico, sfociando nel culto religioso.
Molti dei suoi seguaci più devoti e gran parte della popolazione rurale indiana lo hanno storicamente venerato come una figura divina. 
Per Gandhi  l'induismo, religione millenaria professata in India, è una ricerca incessante della Verità attraverso la Non-violenza (Ahimsa).
Gandhi stesso era un indù devoto, nato in una famiglia adoratrice di Visnù, il dio salvatore che di incarna quando vede l'uomo in difficoltà .
Tuttavia, egli si considerava un cercatore della verità e non ha mai sostenuto di essere un'incarnazione divina
Per lui, la non-violenza non era una scelta passiva, ma la forma più alta di coraggio. Credeva che l'induismo insegnasse l'unità di tutte le creature, rendendo la violenza verso gli altri un atto contro se stessi e contro Dio.
Pur essendo un devoto indù, criticò aspramente le degenerazioni del sistema delle caste. Lottò per l'abolizione dell'intoccabilità, definendo i "fuori casta" come Harijan ("Figli di Dio").
 Gandhi credeva che tutte le fedi fossero rami dello stesso albero. Il suo induismo era aperto al dialogo con il Cristianesimo, con l'Islam e con  il Giainismo, da cui trasse il concetto di ascesi e digiuno come purificazione.
In sintesi, l'induismo di Gandhi era una fede pratica: la spiritualità non serviva a fuggire dal mondo, ma a migliorarlo attraverso l'impegno civile.

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