Papa Giovanni Paolo II e il teatro

Karol Wojtyła,il futuro Papa Giovanni Paolo II, ebbe un forte legame con il teatro fin da giovane. Prima di diventare sacerdote, fu attore, scrittore e appassionato di arte drammatica.Considerava il teatro un mezzo per esplorare la dignità umana e la verità spirituale.
Negli anni '30 e '40, partecipò al Teatro Rapsodico" di Cracovia, un gruppo clandestino durante l’occupazione nazista.
Credeva in un teatro essenziale, senza scenografie, concentrato sulla parola, il pensiero e il messaggio.
Scrisse opere teatrali come "Fratello del nostro Dio", "La bottega dell’orefice" e "Radiodramma David". 
I temi delle sue opere sono la fede,la  libertà, la coscienza, l'amore, la vocazione e il sacrificio.
La scena diventa luogo di incontro tra uomo e mistero.
Per Wojtyła, il teatro doveva elevare l’anima, non solo intrattenere.
Lo considerava uno strumento per educare alla verità e al bene, come parte della cultura cristiana.
Per Karol Wojtyła il teatro fu arte, vocazione e mezzo di evangelizzazione, capace di parlare al cuore dell’uomo, cercando Dio nella profondità dell’esperienza umana.

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