Moda e Religioni


Il rapporto tra moda e religioni è profondo e complesso: le religioni hanno influenzato l’abbigliamento, mentre la moda moderna a volte si ispira o reinterpreta simboli religiosi.
La "Modest Fashion" (Moda Modesta) è uno stile di abbigliamento che punta a vestire in modo elegante, sobrio e rispettoso, spesso coprendo spalle, décolleté, braccia e gambe, ma senza rinunciare al gusto e alla personalità.
Nasce soprattutto da esigenze religiose (Islam, Ebraismo ortodosso, Cristianesimo conservatore), ma si è diffusa anche tra chi sceglie uno stile più discreto per motivi personali o culturali. 
È un modo per esprimere se stessi con dignità, senza esibire il corpo.
Le caratteristiche di questo stile sono gli 
abiti lunghi, ampi, spesso con maniche lunghe e scolli alti;
i tessuti morbidi, colori neutri o tenui, ma anche fantasie moderne;
il velo (come il hijab) è spesso parte dello stile, ma non è obbligatorio.
La "Modesto Fashion" ha attirato l’attenzione delle grandi case di moda (Dolce & Gabbana, H&M, Uniqlo).
Esistono  brand dedicati esclusivamente alla moda modesta che combina fede, libertà e stile.
È un settore in crescita, che unisce spiritualità e tendenze globali.
Anche l'Induismo e il  Buddhismo hanno ispirato le  tuniche, il sari, l'uso simbolico di colori come l’arancione (rinuncia), il bianco (purezza).
Alcuni stilisti hanno proposto collezioni ispirate a icone sacre, vesti liturgiche o simboli religiosi.
A volte alcune sfilate e campagne pubblicitarie che usano riferimenti religiosi, suscitano dibattiti su rispetto e blasfemia.
Moda e religione si influenzano reciprocamente: la prima esprime identità, valori e anche fede; la seconda propone principi etici che orientano lo stile personale.

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