Il Kerala e le persecuzioni religiose in India
In Kerala, stato del sud dell’India, la comunità cristiana è una delle più antiche al mondo, risalente al I secolo con San Tommaso apostolo. È una regione dove i cristiani (soprattutto siro-malabaresi e latini cattolici) convivono pacificamente con indù e musulmani da secoli.
Tuttavia, non è il Kerala il luogo principale di persecuzioni contro i cristiani in India. Le persecuzioni più gravi si verificano in altri stati, come:
Odisha (ex Orissa): nel 2008 ci furono violenze estreme contro i cristiani ad opera di gruppi estremisti indù (pogrom di Kandhamal).
Madhya Pradesh, Chhattisgarh, Uttar Pradesh: in questi stati si registrano attacchi a chiese, arresti arbitrari e pressioni contro le conversioni religiose.
Leggi anti-conversione sonon presenti in vari stati, spesso usate per colpire missionari o comunità cristiane accusate falsamente di "proselitismo forzato".
Nel Kerala, i cristiani vivono generalmente in modo sicuro e con ampia libertà religiosa, anche se non mancano tensioni locali o discriminazioni isolate.
Il Kerala non è centro di persecuzioni cristiane, ma in altre parti dell’India, specialmente con la crescita del nazionalismo religioso, i cristiani subiscono minacce, violenze e limitazioni alla loro libertà di culto.
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