Il digiuno nelle Religioni

Il digiuno è presente in quasi tutte le religioni come pratica di purificazione, preghiera, sacrificio e autocontrollo.
È un segno di penitenza e di preparazione spirituale.
Gesù stesso digiunò per quaranta giorni nel deserto prima di iniziare la sua vita pubblica.
Non è solo rinuncia al cibo, ma invito a conversione del cuore.
Nell'Islam il digiuno del Ramadan è uno dei cinque pilastri dell’Islam.
I fedeli digiunano dall’alba al tramonto: niente cibo, acqua, fumo.
È un atto di adorazione, disciplina e solidarietà con i poveri.
Nell'Ebraismo il giorno più importante è lo Yom Kippur, il Giorno dell’Espiazione, con digiuno totale di venticinque ore e serve a riflettere e a chiedere perdono a Dio.
Nel Buddhismo e induismo il digiuno è legato a disciplina spirituale e distacco dai desideri materiali.
Alcuni monaci buddisti non mangiano dopo mezzogiorno.
Gli induisti digiunano in determinati giorni sacri per purificare corpo e mente.
In tutte le religioni, il digiuno non è solo privazione, ma un mezzo per elevarsi spiritualmente, avvicinarsi a Dio e praticare l’autodominio.

Commenti

Post popolari in questo blog

La teocrazia Giapponese durante la seconda guerra mondiale

A proposito dei denigratori di Papa Francesco

La religiosità di Stephen Curry