Considerazioni sulla Sindone e sulla Passione,Morte e Risurrezione di Gesù della prof.ssa Antonella Marinucci
La Sindone è il lenzuolo di lino,tessuto a spina di pesce, lungo 4,40 metri e largo 1,10 metri all'incirca che,secondo la tradizione, avvolse il corpo di Cristo deposto dalla croce. Venne donato alla famiglia di Gesù, insieme al sepolcro di sua proprietà, da Giuseppe di Arimatea.
Egli era membro del Sinedrio,seguace di Cristo insieme a Nicodemo,ma di nascosto per evitare le ritorsioni dei potenti esponenti del tribunale religioso che giudicó il Signore e lo condannó in modo pretestuoso per bestemmia.
Gesù non aveva rinnegato la sua identità di Figlio di Dio e Caifa lo condannó per bestemmia in quanto i testimoni falsi che aveva preparato si contraddicevano.
Perché Caifa non condannó alla lapidazione Cristo? Ne aveva il potere.
Perché fece eseguire la pena di morte da Pilato che a sua volta fece condannare Gesù dal Popolo ingrato?
Caifa e gli altri membri del Sinedrio sapevano benissimo che Gesù era il Servo di JHWH, il Messia atteso.
L'invidia e l'odio per il sapiente Gesù, che più volte li aveva umiliati, erano talmente grande che volevano toglierlo di mezzo, senza sporcarsene le mani,da bravi ipocriti quali erano.
Temendo l'ira di Dio, lo consegnarono a Pilato che tentó di farlo giudicare da Erode Antipa e quindi dal Popolo.
Tuttavia la condanna a morte di Cristo portó la sua firma e le sue mani si macchiarono del più vergognoso e ingiusto omicidio della storia dell'umanità, quella dell'Unigenito Figlio di Dio.
Sulla Sindone sono state rinvenuti i pollini di piante di Gerusalemme, di alcune località dell'Asia Minore,della Francia e del Piemonte dove oggi si trova.Era proprietà dei Savoia,probabilmente donato loro da un crociato. Negli anni ' 80 i Savoia hanno ceduto il prezioso lenzuolo al Papa.
Sul lenzuolo,ritenuto per secoli un dipinto forse di Leonardo da Vinci,sono state trovate le impronte di sangue,misteriosamente impresse,di un uomo maestoso,di bell'aspetto, snello e muscoloso,alto all'incirca 1,80 metri con barba,baffi e capelli lunghi,orribilmente torturato,coronato con un casco di lunghe spine,una delle quali penetrata profondamente nel cuoio capelluto, provocando un rivolo di sangue coagulato sulla fronte a forma di tre rovesciato.
L'uomo sindonico appartiene al gruppo sanguigno AB R h+ , lo stesso gruppo sanguigno rilevato da scienziati toscani negli anni '70 e da luminari dell'OMS nel miracolo eucaristico di Lanciano,quando nel 700 il pane azzimo e il vino nel calice si trasformarono in un pezzo di miocardio del ventricolo sx,sotto gli occhi del monaco basiliano fini ad allora dubbioso.
Il volto dell'uomo sindonico presenta ematomi,ferite lacero-contuse e la rottura del setto nasale.Sulle orbite sono presenti monete che portano il conio di Tiberio.
Il corpo appare pieno di flagelli nella sua interezza.Non è stato colpito solo l'addome.Le ferite, determinate dai flagelli sulle spalle , si sono unite a formare una vistosa piaga,provocata probabilmente dal contatto della pelle flagellata con il ruvido legno della croce.
L'uomo sindonico presenta ad una cintura di sangue probabilmente generata da una corda.Con molta probabilità i tre condannati alla morte di croce,erano legati insieme e la loro caduta avrebbe provocato un restringimento della corda unica che passava anche per i fianchi.
L'uomo sindonico ha un vistoso buco nel polso dx, posto sopra il braccio sinistro che sembrerebbe più lungo del dx per una probabile, lussazione scapolo-omerale del condannato, provocata dai carnefici perché il braccio sx del condannato probabilmente non arrivava al buco, già predisposto sul patibolo, il braccio orizzontale della croce.
Sul costato dell'Uomo sindonico é presente una larga ferita di sette centimetri,provocata dalla lancia del soldato,chiamato dalla tradizione Longino,che doveva accertarsi che Gesù fosse morto.
L'apostolo Giovanni si trovava sotto la croce.Era l'unico uomo. Insieme a lui c'erano solo donne.A seguito del colpo di lancia egli vide la fuoriuscita dal costato ferito di sangue e acqua.
In realtà dal costato di Cristo uscì solo sangue nella sua forma corpuscolata e sierica.
Proprio a seguito di questa descrizione, i Medici legali che hanno studiato la Sindone hanno ipotizzato che l'Uomo sindonico ebbe un piccolo infarto probabilmente nell'orto degli ulivi in concomitanza con l'ematoidrosi.
Il sangue fuoriuscito dal tessuto in necrosi penetrò nel pericardio.La sacca pericardica si sarebbe gonfiata a tal punto da provocare il tamponamento cardiaco,impedendo al cuore di espletare i suoi movimenti di sistole e di diastole e determinando la morte del Crocifisso insieme al tetano.
Il sangue in circolo è rosso.Il suo colore è dato dall'emoglobina dei globuli rossi.Quando sedimenta, la parte corpuscolata, più pesante, scende in basso mentre la parte liquida sierica in alto è di colore giallo paglierino.
Le ginocchia dell'Uomo della Sindone presentano anch'esse ferite lacero-contuse,in modo particolare il ginocchio sx per le numerose cadute di Gesù sotto il pesante carico del legno della croce.
I pollici di entrambe le mani risultano in opposizione per una probabile recisione del nervo mediano.
Il lenzuolo sindonico presenta vistose tracce di bruciature,rattoppate dalle Suore di Chambéry, località che custodiva la Sindone.Si narra che il Monastero andó a fuoco.Le fiamme avvolsero il contenitore in metallo del lenzuolo.I bordi del lenzuolo ripiegato vennero a contatto con le pareti infuocate.La fusione dei chiodi provocó dei buchi.
Le bruciature sono visibili ad occhio nudo lungo i bordi della Sindone e avrebbero alterato i risultati della prova del Carbonio 14, compiuta negli anni '90 e oggi considerata inattendibile dalla quasi totalità degli Studiosi del lenzuolo.
Anche i piedi risultano bucati.In modo particolare il piede dx risulta slogato.
Quando la Scienza comincia ad interessarsi della Sindone, reliquia che ha ispirato gli artisti di tutti i tempi?
Da ormai centoventisette anni,da quando cioè l'avvocato Secondo Pia fotografó il lenzuolo per la prima volta,scoprendo che il negativo dell'immagine si comportava come il positivo e viceversa.
L'immagine fotografata è tridimensionale,caratteristica che le normali foto non hanno.
Che cosa dicono oggi gli Scienziati su come essa si sia formata?
L'ingegnere Giulio Fanti dell'Università di Padova ha ipotizzato che l'immagine di sangue sia rimasta impressa a seguito dell'effetto corona generato da una grande esplosione di energia,paragonabile a quella di curca cinquanta fulmini.
Lo stesso Ingegnere ipotizza una smaterializzazione del corpo dell'uomo sindonico che non sarebbe stato quindi trafugato, cosa impossibile visto il drappello di soldati che facevano la guardia al sepolcro e vista la grande pietra che lo chiudeva.
Le impronte di sangue dell'Uomo della Sindone testimoniano in modo impressionante il calvario dell'Uomo-Dio del Vangelo che, innocente, venne giudicato ingiustamente e condannato alla più tremenda delle morti,la crocifissione con i chiodi,preceduta dalla coronazione con un casco di spine e da maltrattamenti vari.
Gli esponenti del Sinedrio,dopo un processo farsa, lo consegnarono a Pilato che insieme a Erode Antipa governava la difficile provincia ebrea. Volevano sfruttare furbescamente l'entrata trionfante dell'umile Gesù, maestro itinerante amato dal Popolo che durante i tre anni di vita pubblica, aveva dato prova di una dedizione totale,guarendo le anime e i corpi di chiunque si rivolgeva a Lui,svelando il volto sconosciuto di un Dio Amore,di cui si diceva Figlio, che vuole la felicità per tutte le sue creature,che accetta la libertà anche di sbagliare di ognuno, chiedendo la cooperazione di tutti per instaurare, anche su questa Terra,il suo Regno di Amore,Giustizia e Pace.
L'accusa con cui Cristo viene consegnato a Pilato perché fosse crocifisso era quella di ribellione.I Romani non tolleravano le ribellioni dei Popoli da loro sottomessi,trattati con grande liberalità.Gli Ebrei si consideravano il Popolo eletto da Dio e più degli altri Popoli, non tolleravano la dominazione romana.Numerosi erano gli attentati che gli zeloti facevano alle truppe romane a tal punto che nel 70 d.C.Tito distrusse Gerusalemme,ponendo fine al Regno ebraico.
Pilato sapeva benissimo che Gesù era forse l'unico ebreo che rispettava i Romani a tal punto che non si era rifiutato di operare un miracolo nei confronti del servo di un suo centurione.
Anche sua moglie lo aveva avvisato di non macchiarsi del sangue di un giusto.
Tuttavia Pilato era un vigliacco.Pur avendo il potere di liberare Gesù,aveva il timore di una relazione scritta negativa nei suoi confronti da parte del Sinedrio che avrebbe potuto fargli perdere l'incarico avuto dall'imperatore Tiberio e porre fine alla sua carriera.
Poiché Gesù era vissuto in Galilea,regione governata da Erode Antipa,lo invió da lui; Gesù rimase in silenzio di fronte ad Erode che si era reso responsabile della decapitazione di suo cugino Giovanni Battista.
Per Erode Gesù era un pazzo per cui lo rimandó ad Erode con la veste bianca dei pazzi.
Erode non sapeva che fare.Nel tentativo maldestro di non esporsi troppo e di cercare di salvare un innocente, lo fece flagellare forse per poi rimetterlo in libertà,sperando che per gli esponenti del Sinedrio bastasse il crudele supplizio.
La flagellazione spesso precedeva la crocifissione. I colpi dei flagelli,in questo caso, non erano così numerosi come quelli rilevati sul corpo dell'uomo della Sindone che ricevette centoventi colpi a tal punto da resistere solo tre ore sulla croce.
Pilato voleva accontentare il Sinedrio e forse sperava che fagellando Gesù, i suoi esponenti avessero accettato la liberazione del condannato.Invece la situazione gli sfugge completamente di mano.
Pilato cerca di sfruttare la popolarità di Gesù.Per questo fa scegliere il Popolo sperando che la loro scelta sua favorevole a Gesù.
Nelle prigioni c'erano due prigionieri che avevano commesso reati comuni contro il Popolo ebraico e due prigionieri politici, lo zelote Barabba e Gesù.
Il Popolo che qualche giorno prima aveva riconosciuto in Cristo il Messia, come sappiamo scelse l'assassino Barabba responsabile dell'uccisione di soldati romani che forse si avvicinava di più all'idea messianica del Messia guerriero che difendeva con le armi il Popolo dai suoi nemici come aveva fatto il predecessore Davide.
A Gerusalemme c'erano tutti gli Ebrei,convenuti nella città santa in occasione della Pasqua.
Quanti di essi erano stati beneficati da Gesù?Eppure stettero zitti e non solo non lo difesero, ma lasciarono che Egli venisse crocifisso.
Oggi la storia di ripete e l'Umanità ripete da secoli il copione descritto dal Vangelo.
Chi sono gli esponenti del Sinedrio?
Chi sono i Pilato,i Giuda,i Pietro?
Chi si comporta come il Popolo ingrato?
Chi fa come Giovanni,come il Cireneo,come la Veronica che insieme ad un esiguo gruppo di donne seguono Gesù e non lo abbandonano?
Ognuno interroghi la propria coscienza.
Il Figlio di Dio ha fatto del tutto per aiutarci.Ora tocca a noi farci aiutare da Lui, tendergli la mano e aprirgli il cuore.
Pur conoscendo la sua orribile fine si è voluto incarnare per donarci la sua Pace ed aprirci il Suo Regno, il Paradiso,al termine della nostra esistenza terrena.
"Qui creabit te sibe te,non salvavita te sine te",scriveva Sant'Agostin.
La Sindone ancora oggi stimola la nostra riflessione e ci invita a non rendere inutile le immani sofferenze patite da Gesù per noi.
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